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09. Novembre

Re-Born (khpr) - Nkotos Dimitri

Dimitri Ntokos - Re-Born

Info e Prenotazioni

+39 333 606 6232

Piazza Cassa di Risparmio 21/22 - Palermo

Da lunedì a sabato
10.30-13 / 16-20

"Domenica e fuori orario, su appuntamento"

Curatori

Francesco Piazza

Inaugurazione

Sabato 09 Novembre, ore 19

Date

11 Novembre - 30 Novembre 2019

Dimitri Ntokos Re-Born invito

11. Nov - 30. Nov, 2019

Re-Born

RE-BORN (khpr) di Francesco Piazza

Rinascere. Ogni volta in forme diverse. Un processo che si riattiva continuamente, mai uguale, mai ripetitivo. Una rinascita scandita da un ritmo di variazioni impercettibili che ne modificano sostanzialmente la struttura come in una sequenza algebrica o musicale.
Questa la sintesi della poetica di Dimitris Ntokos. Ateniese, tra i personaggi più fertili del panorama artistico contemporaneo, si divide tra progetti di street art e la pittura in studio. Figura schiva ed eclettica, fa parte di quella generazione di giovani artisti greci che è riuscita a staccarsi dal dogma dell’iperdecorativismo e dall’ingombrante eredità di un’iconografia celebrativa per ritagliarsi uno spazio all’interno del quale elaborare linguaggi e stilemi interpretativi originali che, seppur contaminati da una tradizione millenaria, riescono a trasportare (μεταφορά) una nuova visione dell’arte densa di simbolismo e aulicità sincronica nella scelta di trasferire su più piani di lettura un unico concetto e diacronica nel permettere punti di vista differenti per una lettura critica mai scontata.

Il diacronismo, fondamentale principio dell’architettura greca, progetta infatti volutamente il disorientamento dell’osservatore rielaborando ad intervalli fisici e temporali visioni differenti dello stesso soggetto in un incedere sia fisico che psicologico e che prepara lo sguardo verso un’unica globale visione. Allo stesso modo Dimitris Ntokos, attraverso la sua naturale e caratteriale propensione al non svelarsi disegna paesaggi mentali finemente strutturati solo a prima vista di facile comprensione in un continuo rimando di simboli distraenti che accompagnano
lo sguardo attraverso quel percorso, quell’incedere psicologico spesso drammatico che appartiene alla più pura tradizione greca.

In RE-BORN (khpr) sono esposte alcune tra le opere più rappresentative della sua ricerca artistica che negli anni ha raggiunto una consapevolezza sempre più matura e strutturata. Riconoscibile per i suoi pseudo geroglifici, Ntokos raffigura in quasi ogni sua opera lo Scarabeo, per gli egizi Kepher simbolo di resurrezione (khpr, le 4 lettere usate per definire anche il verbo divenire) e lo trasforma nel “deus ex machina” attraverso il quale elabora il proprio linguaggio artistico. Laddove esso viene riprodotto quasi entomologicamente, come amuleto protettore e ispiratore nelle opere che lo ritraggono personaggio principale contaminato da cromatismi pop e intromissioni simboliche di un capitalismo storico ma a tutti gli effetti a noi contemporaneo o quando diventa pattern ossessivo e superficie sulla quale costruire successivi piani di rappresentazione, lo Scarabeo, sebbene raffigurato attraverso innumerevoli semplificazioni pittoriche e concettuali, reagisce alla tentazione di divenire solo grafica o decorazione trasformandosi e moltiplicandosi in una progressione che è un alfabeto in cui ogni simbolo è unico e irripetibile.

Ntokos, scegliendo di utilizzare colori forti e accesi, prediligendo quelli primari, ancestrali e generatori anch’essi di altre combinazioni e quindi di successive rinascite, costruisce nei suoi lavori un effetto dirompente e dissonante; cortocircuiti continui tra tradizione e innovazione lessicale che si compongono in un unico moderno Sillabario in cui l’artista compie una matura rilettura del passato, enfatizzandolo. Grazie anche ad una tecnica straordinaria e recuperando innegabili riferimenti alla cultura pop e ai maestri della street art, che denuncia e acclama come testimoni a favore delle sue scelte stilistiche e compositive, egli realizza i suoi lavori con acrilici o con colori ad olio, legandoli a materiali come il legno e l’alluminio o utilizzando anche supporti inconsueti come porte di frigoriferi, vecchie riviste, parti di automobili, specchi e muri, trasformando ogni elemento nella tabula sulla quale poter rappresentare il suo vissuto e soprattutto la sua anima.

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